Il Ribes Nigrum è uno dei fitoterapici più conosciuto ed utilizzato in fitoterapia;


Nelle patologie a componente infiammatoria, Ribes nigrum rappresenta senza dubbio un valido rimedio naturale.
E’ un arbusto alto fino a 2 metri, con fogliame deciduo e fusti ramosi. La corteccia è liscia, da chiara a rossastra nei fusti giovani, mentre diviene scura negli individui vecchi.


Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con 3/5 lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore, coperta da un leggero tomento, è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore.
I fiori appaiono in primavera, raccolti in racemi pendenti, sono pentameri, di colore verde-biancastro, poco appariscenti.
I frutti, sono bacche nere globose ricche di semi con all’apice le vestigia del fiore e compaiono in agosto-settembre. Si differenzia molto dal ribes rosso per il colore, l’aroma e sapore e destinazione dei frutti.


Le foglie, le gemme e i frutti sono intensamente profumati per la presenza di ghiandole contenenti olii essenziali.

 

 

Nome scientifico: Ribes nigrum L.
Nome comune: ribes nero.
Famiglia: Grossulariacee- Sassifragaceae
Origine: Europa.
Habitat: boschi.
Parte utilizzata: le gemme.

Il ribes nero è originario delle zone montuose dell’Eurasia, è spontaneo nel nord e nel centro dell'Europa e in Asia settentrionale.

Il suo nome sembrerebbe derivare dall'arabo ribas, un particolare rabarbaro del Libano che, secondo i conquistatori Mori in Spagna, avrebbe lo stesso sapore e stesse proprietà. In passato l’aroma caratteristico di questa pianta non era come quello attuale, frutto di selezioni da parte dell’uomo, ma descritto come sgradevole e repellente.

Si tratta, quindi, di una specie “addomesticata”, anche se la si trova allo stato selvatico. Come succede per altre piante con parti scure, ma commestibili e di sapore dolce, ha il significato di “scacciare gli umori neri” ed in passato fu usato, infatti, per guarire pestilenze e febbri. Il ribes, infatti, rappresentava un “lato oscuro” non malevolo, che può allontanare la malinconia. Le bacche sono la base del famoso liquore francese de cassis che è il nome francese di questo frutto.
Gemma. L'olio essenziale è stato studiato ampiamente: sono stati descritti parecchi fenotipi ed esistono differenze notevoli fra le diverse varietà. I flavonoidi, ugualmente presenti nelle gemme, sono poco differenti da quelli delle foglie e dei frutti: rutoside, glicosidi della quercetina e dell'isoramnetina, 3-glucosil e 3-ramnoglucosil miricetina.

 Proprietà: il Ribes nigrum è efficace come diuretico, depurativo, e ha proprietà vasoprotettici, antinfiammatorie, toniche generali, ipoglicemizzanti (riduce i livelli di zucchero nel sangue);


 il macerato di Ribes nigrum svolge un’azione simile al cortisone (senza averne gli effetti collaterali).


Sembra che l’azione antiflogistica del ribes nero sia innanzitutto di tipo cortisonosimile e che vada quindi a stimolare dolcemente la corteccia delle ghiandole surrenali, aumentando così la produzione di steroidi surrenalici.


Può essere utilizzato il gemmoderivato (o macerato glicerico o meristemoderivato che dir si voglia) di Ribes nigrum, una preparazione erboristica liquida ottenuta a partire dai tessuti embrionali freschi della pianta (nel caso del ribes nero, proprio le gemme) in una miscela di acqua, alcol e glicerina in proporzione 1 a 10, ovvero alla prima diluizione decimale (1 DH).


Il ribes nero è una di quelle piante di cui s’impiegano varie parti (droghe) e si hanno perciò diverse attività terapeutiche. Il suo uso più comune è quello sotto forma di gemmoderivato o macerato glicerinato (MG). Questa è una preparazione erboristica liquida, ottenuta dai tessuti embrionali freschi della pianta, come germogli, boccioli, radici, linfa, semi (nel caso del ribes nero, proprio le gemme), in una miscela di acqua, alcol e glicerina.


Le gemme ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, in questa preparazione, agiscono come stimolanti delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, un cortisone endogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni. Questa attività cortison-like genera una reazione molto importante, perché aumenta la produzione di steroidi surrenalici, normalmente secreti dalle nostre ghiandole per contrastare ogni tipo di stress o lesione, stimolare la conversione di proteine in energia, eliminare le infiammazioni e inibire temporaneamente l'azione del sistema immunitario che scatena le allergie. Il gemmoderivato di ribes nero viene perciò impiegato per la sua potente proprietà antinfiammatoria e antistaminica che agisce sia al livello cutaneo, che a quello delle vie respiratorie; ed è quindi indicato in caso di riniti allergiche e croniche, asma, bronchiti, laringiti, faringiti, dermatiti e congiuntivite. Ha inoltre un’azione immunostimolante, combatte la stanchezza e aumenta la resistenza al freddo al fine di prevenire malattie influenzali.
Le foglie, i cui componenti principali sono triterpeni e un complesso di polifenoli, hanno proprietà depurative e diuretiche, vengono utilizzate in fitoterapia sotto forma di infusi e tinture madri per favorire l’eliminazione dell’urea e dell’acido urico, ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizzare le membrane cellulari e drenare l’organismo.
Anche frutti, ricchi di acido citrico, acido malico, vitamina C, oligoelementi, acidi polinsaturi, flavonoidi e antociani, si rivelano utili per la loro azione astringente, vasoprotettore-capillarotropo, protettore della retina e rinfrescante. Sono quindi indicati, sotto forma di succo o infuso, per fragilità capillare e couperose.



I  nostri amici a quattro zampe possono giovarsi dell’azione del ribes nero;
alcuni studi dimostrano infatti che gli acidi grassi ed altre sostanze contenute negli estratti di Ribes Nero hanno azione, in particolare su cani e gatti, simili a quelle descritte nell’uomo;

Il  Ribes Nero come coadiuvante per cani e gatti :
il ribes nero può essere utilizzato come coadiuvante in diversi disturbi, quali:

 

  • stati infiammatori in genere
  • dermatiti eczematose pruriginose, atopiche, e da pulci
  • dolori articolari
  • orticaria, allergie in generale
  • riniti, rinofaringiti, bronchiti, asma
  • sindromi influenzali e da raffreddamento
  • congiuntiviti
  • stomatiti, parodontiti
  • disordini immunomediati (es. granuloma eosinofilico del gatto)


Le posologie consigliate del macerato glicerinato sono di circa 2 gocce /Kg per animali fino a 10Kg di peso; 1 goccia/kg per animali al di sopra dei 10 Kg di peso;
questi dosaggi vanno ripetuti per 2-3 volte al dì per periodi variabili, in base alla patologia che si intende trattare, che variano dai 7 ai 20 giorni.

Esiste oggi in commercio una formulazione di Ribes Nigrum molto concentrata: si tratta di un Fito embrio estratto, che differisce dal normale macerato glicerinato poiché viene preparato a partire dall’infusione dei meristemi della pianta, ovvero dalle cellule embrionali indifferenziate del vegetale.
Queste ultime contengono grande quantità di acidi nucleici, minerali, oligoelementi, enzimi, ormoni e vitamine che tendono a degradarsi con lo sviluppo della pianta e la produzione di clorofilla.
La gemma, in oltre, essendo situata all’estremità dei rami, subisce maggiori influenze telluriche ed è quindi energeticamente più potente della parte “adulta” della pianta.
La macerazione dei fito embrio estratti viene fatta con 33% di acqua, 33% di glicerina vegetale e 33% di alcool a 96°.
Queste caratteristiche conferiscono al fito embrio estratto una maggiore concentrazione del principio attivo della gemma, ed un minore contenuto di alcool.


Questo rende più agevole la somministrazione che diviene tollerabile anche per soggetti che non possono assumenre alcool.
In oltre il numero di gocce che si somministrano in umana varia dalle 7 alle 15 al massimo;
per i nostri piccoli amici saranno quindi sufficienti dalle 2 alle 5 gocce ad ogni somministrazione.
Questo consente una maggiore manegevolezza del prodotto e garantisce che la terapia riesca ad essere eseguita senza interruzioni.
Le gocce, meno alcoliche, possono essere aggiunte a cibo umido o solido, o diluite in poca acqua.

Molti studi sul Ribe nero effettuati in medicina umana, indicano che nell’uomo si può utilizzare come coadiuvante in virtù delle sue innumerevoli proprietà:

• azione ipotensiva: la tradizione attribuisce alla foglia questa proprietà,3 dimostrata sperimentalmente.
L'infuso da 20 g/L (360 mg/Kg ev) abbassa la pressione arteriosa iniziale fino al 45%, e  questa azione è attribuibile alla presenza di flavonoidi. E' riportata una azione diuretica senza aver trovato lavori sperimentati o clinici al riguardo.


• azione antiinfiammatoria: l'estratto idroalcolico delle foglie dimostra proprietà antiinfiammatorie sia nell' edema  che nelle flogosi semplici. Considerata la documentata attività sperimentale delle foglie sull'infiammazione, il ribes può essere utilizzato nel trattamento dei sintomi dell'infiammazione articolare.


• Accanto agli effetti antiinfiammatori si evidenziano anche effetti analgesici. L'efficacia sarebbe comparabile a quella di FANS quali l'indometacina, ma senza gli effetti collaterali: l'uso prolungato non evidenzia né lesioni gastriche né altre alterazioni istopatologiche degli organi interni.


Probabilmente, l'azione antiinfiammatoria nasce, in parte, dall'inibizione della biosintesi di prostaglandine; in particolare i flavonoidi contenuti nell’estratto del ribes, dimostrano la proprietà inibente sulla formazione di prostaglandine e di sostanze prostaglandino simili. Ed in parte, l'azione antiinfiammatoria potrebbe essere dovuta all’inibizione degli enzimi collagenasi18 ed elastasi.


• azione angioprotettiva: gli antocianosidi del frutto conferiscono all'estratto una marcata proprietà angioprotettiva. I risultati suggeriscono un possibile ruolo di questi composti nella protezione, ad esempio, della congiuntiva e dei tessuti elastici danneggiati da enzimi proteolitici.Sono, inoltre, atossici.


• altre azioni: la parte esterna del frutto ha azione spasmolitica ed antidiarroica.


• proprietà antiossidanti: queste, presenti nelle foglie, nei frutti e nelle gemme, sono probabilmente dovute alle sostanze polifenoliche (antocianidine in particolare) e, per quanto riguarda i frutti, anche alle vitamine antiossidanti.


• insufficienza venosa: gli antocianosidi del frutto, si rivelano significativamente attivi sui disturbi funzionali legati all'insufficienza venosa (dolore, edema, ecc.) e sulla microcircolazione connettivale.
Come nel caso del mirtillo (Vaccinium myrtillus),i frutti ricchi di antocianosidi possono essere utilizzati in proctologia, flebologia, ginecologia e in oftalmologia dove migliorano l'acuità visiva.


• Azione antimicotica: è stata dimostrata l'azione fungicida della sacuranetina, un flavonoide presente nel Ribes.


Utilizzo come coadiuvante in medicina umana:
La formulazione tipica del R. nigrum è il macerato glicerinato (MG), e come tale viene utilizzato per la sua supposta attività cortison-like, priva di effetti collaterali.


Non sono di facile reperibilità studi, sperimentali o clinici, che giustifichino questa affermazione;
I lavori di Benigni e coll, pur se su altre piante, suggerivano questa possibilità.


 In ogni caso, questa attività similcortisonica fa sì che il R. nigrum sia considerato "il fitoterapico per eccellenza" nelle allergie (100 gocce al giorno come MG, 1 volta al giorno, al mattino prima di colazione), nelle affezioni antiinfiammatorie, come MG al dosaggio di 50 gocce al giorno, al risveglio, e nell’osteoartrosi, associato al Pinus montano ed alla Vitis vinifera, (50 gocce di questa associazione 1 volta al giorno).
 
Il macerato glicerinato delle gemme: molti testi consigliano  in genere, 50 gocce al risveglio, un quarto d’ora prima del pasto, più altre 50 alle ore 15. Per usi specifici, i dosaggi possono essere opportunamente aumentati.
 Come per tutti i M.G., le gocce vanno diluite in un po’ d’acqua e tenute in bocca per un minuto prima di essere deglutite, allo scopo di assicurare il massimo assorbimento per via perlinguale.
La tintura madre delle foglie: 30 gc per 2 volte al giorno lontano dai pasti, per drenare e disintossicare l’organismo
Il succo delle bacche: un cucchiaio in un po’ d’acqua al mattino a digiuno, per la fragilità capillare

Dottoressa Maria Desiderata D'Angelo

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