Finalmente le giornate si allungano, la luce del sole riscalda debolmente con i suoi raggi anche le ore del tardo pomeriggio.

 

Con l’umentare delle ore di luce, anche la voglia di stare all’aria aperta con il nostro pet aumenta!

Corse nei prati tra i fiori e lunghe passeggiate liberi dal guinzaglio!

Per la tigre di casa si aprono le porte su balconi e giardini per molte ore al giorno, in modo da permettergli di iniziare la sua “stagione di caccia” senza rischi di prendersi un raffreddore!

Dopo le gozzoviglie ed il poco movimento invernale una cura disintossicante non può che giovare agli organi emuntori dei nostri amici pelosi;

è per questo che può risultare utile un gemmoderivato fito embrio estratto a base di betulla che aiuta a ridurre l’acidità accumulata da cibi grassi e zuccheri, ginepro con attività protettiva su reni e fegato e frassino complementare con il ginepro, per l’attività che esplica sull’emuntorio renale.

 

Anche il rosmarino, da solo o in associazione con la betulla, è un ottimo epatoprotettore in grado di favorire la rigenerazione della cellula epatica, colagogo e che stimola la funzionalità dell’organo.

 

Per aiutare i soggetti allergici a non privarsi di corse e scorribande su prati e giardini, e che tendono ad avere fenomeni orticariodi con rossore cutaneo e prurito, è sempre utile il fito embrio estratto a base di ribes nero, con la sua potente azione “cortison-like”, scevra però degli effetti collatarali tipici degli steroidi.

Il ribes nero in forma di fito embrio estratto, può essere somministrato in prevenzione o terapia in tutte le forme allergiche che colpiscono cute e mucose.

Inoltre utilizzato in associazione con betulla e ginepro si arricchisce di un’ azione stimolante sull’emutorio epatico.

 

Molto utile da tenere sempre in borsa durante le scampagnate primaverili un dopopuntura a base di calendula ed altri fitoestratti lenitivi quali bellis perennis, melilotus officinalis e lilium candidum; applicato immediatamente dopo la puntura di insetti dà subito sollivo, diminuisce il prurito ed il gonfiore locale.

 

E se la puntura a farcela è un ape?

Certo la faccenda si fa più seria, soprattutto se il pungiglione con il liqudo contenuto all’interno rimane in situ.

Le proteine del veleno d’ape sono infatti in grado di scatenare un’imponente reazione allergica locale e talvolta, nei casi più gravi, anche sistemica.

In questo caso 3 granuli o 3 gocce del rimedio omeopatico apis possono ridurre la reazione locale in poche ore e talvolta prevenire le pericolose sequele di una reazione allergica sitemica, fermo restando che va sempre consulatato un veterinario o un medico a seguito di una puntura di ape o insetto simile.

In base alle caratteristiche della puntura e dello stato generale del paziente, solo il veterinario o il medico sapranno adottare coscienziosamente una strategia terapeutica approriata.

 

Durante le corse di fido e le battute di caccia di micio durante la dolce stagione, potrebbe accadere che dal troppo entusiasmo scaturica un bel … capitombolo!

Alcuni rimedi omeoaptici da tenere in considerazione se il trauma non è di entità tale da richiedere l’intervento di un veterinario 3 granuli di arnica per i traumi contusivi a cute chiusa con formazione di ematoma, ruta se c’è stata una distorsione articolare con gonfiore e rigidità della parte interessata, ed infine calendula, sia a dose ponderale in forma di tintura madre o pomata, che in forma omeopatizzata, diluita e dinamizzata per ferite aperte con sanguinamento, per agevolare la cicatrizzazione e diminuire il rischio di infezioni da contaminazione ambientale.

 

Insomma … buona passeggiata con l’omeoaptia e la fitoterapia!

Organo.ogo e che stimola la funzionalità con la betulla, è un ottimo epatoprotettore in grado di favorire la rigenerazione