Con l'arrivo del caldo vero sono in aumento i pazienti che si presentano a volte in ospedale con nevralgie al collo e alle articolazioni, ma anche vere e proprie contratture muscolari da aria condizionata.

L'aria condizionata determina disturbi a livello dei tessuti molli (muscoli, tendini, legamenti) e delle articolazioni, specie le più esposte e superficiali. Alle strutture connettivali dei tessuti accade che subiscono, col freddo (a volte erogato dai bocchettoni delle auto direzionate direttamente sul corpo) retrazioni e tensione dolorose. Il freddo, a volte gelido del condizionatore, può portare a dolori delle articolazioni in genere delle mani e del collo, sonno irregolare, vere sindromi da raffreddamento con scolo nasale e oculare, tosse, raucedine, bronchite, cefalea e febbre. A volte si può arrivare a scatenare un’infezione da Legionella pneumophila, un bacillo in grado di sopravvivere solo nell’acqua e che si può moltiplicare negli impianti di condizionamento dell’aria, tramite i serbatoi dell’acqua di condensa.

Può causare infezioni alle basse vie respiratorie e all’apparato intestinale, che si manifestano con febbre alta, tosse, dissenteria, nausea e vomito. Nei casi più seri, la malattia del legionario può provocare anche una polmonite.


Alcune precauzioni da usarsi per “godere” solo dei benefici del condizionatore sono:
- Usare climatizzatori al posto dei condizionatori, in quanto hanno la funzione di “deumidificare” l’ambiente, cioè togliere il vapore acqueo (l’umidità che non deve scendere sotto il 35% e non sopra il 70%) arrecando immediato sollievo senza scendere di temperatura
- Non scendere più di 5-8 gradi rispetto alla temperatura esterna
- Non direzionare le ventole direttamente sul corpo ma direzionarle in modo che l’aria circoli rendendo fresco l’ambiente in modo indiretto
- Pulire i filtri ogni 3 mesi di utilizzo (diventano la sede di formazioni polverose e foci di germi che vengono poi “sparate” dal flusso d’aria nell’ambiente
- Condizionare l’ambiente mezz’ora prima di soggiornarvi così da diminuirne l’intensità quando vi si soggiorna.
Se nonostante le precauzioni ci si ammala lo stesso, si può ricorrere alla cura omeopatica, come sempre in base al quadro morboso che si presenta.
Ad esempio, tra i rimedi omeopatici più usati citiamo:
- Aconitum napellus 6ch: rimedio principe dei colpi di freddo. Agitazione ansiosa, febbre senza sudorazione, torcicollo, nevralgia con dolori acuti e intollerabili con formicolio in qualsiasi distretto organico, diarrea, dolorabilità articolare, tosse secca. La sintomatologia insorge verso le ore 23-24 e sveglia il paziente di soprassalto.
- Camphora 6ch: estrema sensibilita' all'aria fredda. Coriza violenta con sensazione che l'aria respirata col naso sia ghiacciata. Viso pallido, freddo e ansioso, labbra livide, pelle fredda, corpo completamente ghiacciato. Ciònonostante il paziente non puo' sopportare di essere coperto e allontana le coperte. Teme di essere lasciato solo nell'oscurità. Sensazione di indolenzimento generalizzato con sensibilità dolorosa di tutto il corpo al minimo tocco. Agitazione con angoscia.
- Belladonna atropa 6ch: la sintomatologia, molto spesso dopo aver preso Aconitum napellus, evolve in uno stato di congestione, a volte con febbre alta e sudorazione, calore che viene emanato dal paziente e percepito a distanza, labbra e lingua rosse ; ipersensibilità ed ipereccitabilità di tutti i sensi, non può sopportare il minimo rumore, odore, corrente d’aria. Occhi rossi, iniettati, congestionati. Otite e otalgia con dolori pulsanti. Estrema facilità a prendere freddo (a volte raffreddore dopo essersi fatto tagliare i capelli). Secchezza della laringe con raucedine dolorosa. Tosse secca e spasmodica che peggiora dopo mezzanotte.
- Nux vomica 6ch: paziente irritabile, collerico che non sopporta il proprio stato di malattia. Ipersensibile soffre di tutti gli eccessi, alimentari, climatici, sensoriali. Patisce gli spifferi, le correnti d’aria con corizza che è fluente di giorno e che ottura il naso quando si corica. Cefalea al mattino a letto con vertigini e sensazione di pesantezza nella regione frontale. Lingua sporca nella metà posteriore con cattivo gusto in bocca. Nausee mattutine, stomaco disteso e sensibile alla pressione dopo mangiato con la sensazione di migliorare se riuscisse a vomitare. Vomiti violenti acidi che danno sollievo. Flatulenza con coliche addominali, diarrea mattutina dopo eccessi alimentari, dopo abuso di farmaci, dopo collera.
- Rhus toxicodendron 6ch: indolenzimento generalizzato con rigidità, dolori di origine reumatica che peggiorano col freddo e con l’umido. Agitazione estrema giorno e notte con necessità di cambiare costantemente la sua posizione al fine di migliorare i suoi dolori. Sensazione di indolenzimento e/o di rottura della regione lombosacrale con estrema rigidità che migliora col movimento lento e continuo. Dolori stiranti in tendini e legamenti, peggiorati col freddo specie se umido (ma aggravati comunque dal freddo). L’aria fresca è intollerabile. Possono concomitare eruzioni erpetiche labiali brucianti e pruriginose. Lingua sporca con triangolo rosso sulla punta.

Come sempre, ricordiamo che in medicina omeopatica, i sintomi devono essere ben modalizzati, cioè il medico deve « vestire » la sintomatologia generale con caratteristiche particolari con cui quel determinato paziente li esprime, con lo scopo di prescrivere quel rimedio che, se somministrato ad una persona sana, avrebbe sviluppato lo stesso quadro morboso, in base al Principio della Sperimentazione Pura sull’Uomo sano.