Si è concluso a Napoli, lo scorso luglio, il primo corso per facilitatori in biodecodificazione.  

I primi giorni di settembre daranno il via al 2° anno di corso e alla ripetizione del primo.

Cos’è la biodecodificazione? E’ la risposta al perchè ci ammaliamo.

La biodecodificazione decifra il significato biologico della malattia/ patologia, sia essa organica o psichica, o del malessere che ci colpisce in un certo momento della nostra vita o che si ripresenta ciclicamente.

Il concetto sul quale si basa la biodecodificazione è che la malattia è la soluzione di cui la biologia dispone per evitare che l’individuo arrivi alla morte immediata. Possiamo dire che un organo in particolare, ubbidendo ad un comando proveniente dal cervello, si assume il compito di risolvere il problema per l’intero organismo.

Gli esseri viventi sono dotati di un sistema di funzionamento di tipo arcaico che consente la sopravvivenza, grazie al mantenimento dell’equilibrio fisiologico e psichico. Quando nel corso della nostra vita andiamo incontro ad un conflitto negativo cerchiamo immediatamente di risolverlo per ripristinare l’equilibrio e lì dove non è possibile entra in scena la malattia come migliore risposta in quel momento. Una risposta non definitiva e data, secondo le parole del dott. Salomon Sellam, “in attesa che il conflitto originale venga risolto”. La biodecodificazione si occupa dunque di esplorare il conflitto attraverso protocolli d’indagine e tecniche specifiche.

Cosa differenzia la biodecodificazione da altre pratiche terapeutiche e di consapevolezza? La biologia!

 Un organo affetto da un’ulcera è un fatto, non può essere interpretato, c’è, è evidente, è dolente, è produttivo, sanguina, semplicemente c’è.

E dietro quest’evidenza c’è un mondo emozionale individuale ad essa collegato.

Il biodecodificatore, con paziente indagine, a poco a poco, sbroglia la matassa fino a quando chiarisce quale fosse l’intenzione curativa del cervello (l’inconscio) del cliente, quando ha inviato all’organo la direttiva di ulcerarsi, di produrre più cellule, di interrompere la sua funzione.  Perchè nasciamo con tutti i programmi di sopravvivenza che si attivano progressivamente nel migliore dei modi.

La pratica della biodecodificazione in Spagna e nei paesi dell’America latina sta ottenendo enormi consensi  e sempre più ospedali si avvalgono della collaborazione di biodecodificatori come supporto al personale medico ed in aiuto dei pazienti.

Il corso di facilitatori in Biodecodificazione è aperto sia a Medici, Professionisti delle relazioni d’aiuto,  che a chiunque sia interessato al lavoro su di sé.