EAU DE PHILAE

Aqua Mirabilis è il termine suggestivo con cui, a partire dal XVII Secolo, viene indicata una categoria di acque alcooliche contenenti svariate sostanze ad azione chimica, medicinale, cosmetica e di profumeria. Comprende un ampio numero di ricette a differente composizione. Tra le tante si possono ricordare l’Aqua sine pari, l’Aqua vulneraria, L’Acqua di melissa dei Carmi, l’Acqua di lino, L’Aqua di ciliegie, l’Aqua omnium florum, l’Aqua regia, l’Aqua fortis, l’Aqua vitae, L’Aqua spacca-occhiali, L’Aqua balsamica dei carmelitani, L’Aqua della Florida. La più famosa formula resta senza dubbio l’Acqua di Colonia, nata dal genio alchimistico di Giovanni Paolo Feminis (1660-1736 circa), nato a Crana, insignificante frazione oggi compresa nel comune piemontese di Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo. Ancora molto giovane Feminis emigrò in Germania e nel 1693 si stabilì a Colonia. Importante, per il successo della sua attività, fu l’amicizia e il sostegno del mercante conterraneo Giovanni Maria Farina (1657-1732) a cui fu inizialmente attribuita la paternità della misteriosa composizione. La formula segreta, alla sua morte, passò all’aiutante di bottega Farina, come egli stesso attestò sulle etichette dei flaconi del fortunatissimo prodotto commerciale che prese il nome della città dove fu inventata, Colonia. In questa lunga e felice tradizione si inserisce l’Eau de Philae, miscela idroalcolica di piante officinali la cui formulazione è da assegnarsi all’illustre medico otorinolaringoiatra e omeopata francese dr. Paul Chavanon (1898-1962), studioso di alchimia e spagyria, inventore di varie composizioni terapeutiche tuttora in uso, tra cui la cosiddetta Eau d’Égypte in seguito denominata Eau de Philae. A quanto pare il dr. Chavanon, nel preparare l’eccellente ricetta, si ispirò a un antico papiro egizio ritrovato sulla più piccola delle due isole sacre di Elefantina (Philae) prossime alla prima cateratta del Nilo, al confine con la Nubia, dove sorgeva un importante tempio dedicato a Iside. Complesso archeologico che negli anni ’60 dello scorso secolo l’UNESCO decise di smontare e ricostruire sulla vicina isola di Agilkia, in quanto minacciato di essere sommerso dal lago Nasser creatosi dallo sbarramento della diga di Assuan. L’Eau de Philae è composta da oli essenziali e non da estratti in tintura madre di erbe altrimenti ad azione troppo eroica: Melilotus officinalis, Lilium candidum, Bellis perennis, Calendula officinalis, Rosmarinus officinalis. Certamente la scelta del tipo di soluzione e dei principi attivi non è casuale, frutto della grande esperienza e competenza del dr. Chavanon. Inoltre il riferimento alle formule dell’antico Egitto ne conferma la validità millenaria evocando un’aura ieratica che aggiunge pregio alla fragranza di questa acqua terapeutica. Del resto è dimostrato che dalla fine del IV millennio a.C. gli oli profumati erano impiegati dagli egizi per uso rituale, medico e cosmetico. Iscrizioni e papiri riportano il viaggio della regina Hatsepsuth nella terra di Punt, l’odierna Somalia, ricco di spezie e aromi esotici quali la mirra dolce (Opopanax chironium, bruciato sotto forma di incenso o trattato per realizzare profumi e balsami) e legni resinosi. L’Egitto era indubbiamente importatore di materie prime da altri paesi, quali la Libia, l’Arabia, il Libano, la Turchia, la Mesopotamia, le Indie. La conoscenza e la preparazione dei prodotti era riservata alla casta sacerdotale. Il segreto circa le ricette restava rigoroso e solo talune formule venivano scritte sulle pareti dei laboratori. La maggior parte di esse e le loro peculiarità farmaceutiche erano trasmesse per via orale da maestro ad allievo. L’Eau de Philae giunge ai giorni nostri come eccellente essenza, calibrata dal sapere evoluto dei secoli, utile per varie indicazioni. Che sono correlate agli effetti lenitivi e curativi delle piante che la compongono. Il meliloto riduce la secchezza della cute, ne mitiga l’arrossamento. Il giglio tigrino calma l’irritazione della pelle e delle mucose, leva il bruciore e il pizzicore, seda il calore e la pesantezza locale.  Il Bellis perennis (margherita comune) tratta la stasi venosa, il dolore, il gonfiore e la congestione vascolare anche di natura post traumatica. La calendula migliora la circolazione della cute, ne favorisce il recupero trofico, sviluppa azione antimicrobica e batteriostatica. Il rosmarino è tonificante dei tessuti, purifica la pelle, cicatrizza, regola la produzione sebacea. Come sempre accade è l’insieme equilibrato delle proprietà dei fitocomplessi a realizzare la più o meno felice azione di una certa formula.

 

Nell’Eau de Philae i principi in gioco sono molteplici e appartengono alle classi dei fenoli, polifenoli, tannini, flavonoidi, glicosidi, terpeni, terpenoidi, saponine, oli essenziali, resine, alcamidi, alcaloidi. In una parola si tratta di una quintessenza del giardino del paradiso, a cui affidare con serenità le delicate superfici dei nostri labili corpi.     

 

Federico Audisio di Somma

Omeopata e scrittore

Premio Bancarella 2002

 

 

 

 

 

 

www.eaudephilae.eu