DOTTORESSA MARIA DESIDERATA D'ANGELO

Il genere di piante Echinacea, appartenenti alla famiglia botanica delle Astracaceae, note anche come Compositae, consta di nove specie erbacee perenni, originarie del Nord America.
Di queste quelle più studiate ed utilizzate in fitoterapia sono le specie Purpurea, Angustifolia e Pallida.
La storia di queste splendide piante, adornate da stupendi fiori dai colori sgargianti, si perde nelle leggende degli Indiani Nativi Americani.


Le tribù dei Sioux, dei Comancee ed altre, consideravano l’echinacea una delle piante medicinali più importanti. Veniva infatti utilizzata la radice per la preparazione di un succo che veniva utilizzato per la cura di ferite difficili da guarire, contro i morsi di serpente, durante le febbri infettive.
I coloni bianchi la usarono come rimedio contro raffreddore e l’influenza ed in breve la sua fama raggiunse l’Europa. Il suo utilizzo fu lentamente abbandonato in concomitanza alla scoperta degli antibiotici di sintesi;
Tuttavia, ultimamente, l’Echinacea gode di un nuovo interesse da parte di medici e pazienti. La riscoperta di questo prezioso fitofarmaco è probabilmente avvenuta anche sulla base dell’aumento indiscriminato dell’uso di antibiotici di sintesi, che stà pian piano portando alla comparsa di infezioni resistenti a questi ultimi.
Delle tre specie più studiate quella che ha dimostrato avere interessanti proprietà medicinali è l’Echinacea Purpurea.
Numerosi studi dimostrano infatti proprietà cicatrizzanti, batteriostatiche, fungostatiche, attività antivirale indiretta, oncolitica su alcuni tipi di neoplasie ed antileishmaniotica indiretta grazie all’attivazione della risposta immunitaria aspecifica.
Principi attivi
L’attività immunostimolante di E. Purpurea è da attribuirsi a tre diversi gruppi di principi attivi:
• I polisaccaridi (arabinogalattano)
• i derivati dell’acido caffeico ( acido cicorico)
• le alchilammidi lipofile e le isobutilammidi degli acidi polienici
questi gruppi di principi attivi determinano l’effetto immunostimolante attraverso meccanismi di immunità aspecifica, nota anche come immunità cellulo-mediata in quanto si esplica attraverso la stimolazione di alcune cellule del sistema immunitario.
In particolare, nel caso di assunzione di E. Purpurea, si assiste all’ attivazione dei macrofagi e dei linfociti attraverso l’aumento della loro attività fagocitica, ed all’aumento numerico dei leucociti circolanti.
Attivita’ terapeutiche


• Favorisce la cicatrizzazione dei tessuti lesi grazie all’inibizione della iluronidasi, la formazione di mucopolisaccaridi mesenchimali, alla differenziazione dei fibrociti, e la stimolazione dei fagociti istogenici ed ematogenici.
• Attività batteriostatica e fungostatica: alcuni studi hanno dimostrato l’attività batteriostatica nei confronti di alcuni batteri (Escherichia coli, Pseudomans aeruginosa, Tricomonas vulgaris e Staphylococcus aureus) e fungostatica nei confronti di Epidermophyton interdigitale.
• Attività antivirale: attività indiretta grazie all’aumento dei linfociti ed alla loro attivazione.
• Attività oncolitica ed antiprotozoaria: l’ arabinogalattano attivando i macrofagi e stimolandoli alla citotossicità, ha dimostrato un effetto litico su cellule di alcuni carcinomi e su Leishmania enriettii


Applicazioni
L’uso di E. Purpurea risulta pertanto indicata sia in prevenzione che in trattamento nelle affezione delle alte vie respiratorie e delle basse vie urinarie, come dimostrato da un expert meeting pubblicato già nel 2000 su Percentile (5,4).
Applicazioni in Medicina Veterinaria
Lo sciroppo e la Tintura Madre di Echinacea Purpurea trovano largo impiego anche per la cura e la prevenzione delle patologie degli animali, sia d’affezione che da reddito.
In cani, gatti e conigli da compagnia, ma anche nei volatili ornamentali ed in altri animali non convenzionali, è un valido aiuto in tutte le patologie infettive e nella prevenzione stagionale di queste ultime, o per la stimolazione del sistema immunitario in soggetti deboli, defedati e convalescenti. Echinacea Purpurea trova spazio in terapia anche a seguito di interventi chirurgici o ferite accidentali, quando si ha un ritardo nella cicartrizzazione dei tessuti. Nell’allevamento di bovini da latte, soprattutto in regime di allevamento estensivo e biologico, per ridurre l’utilizzo di antibiotici e vaccini, l’Echinacea viene utilizzata da numerosi medici veterinari per la cura e la prevenzione delle mastiti e per la prevenzione delle virosi enteriche e respiratorie neonatali.


Forme d’uso
E. Purpurea si trova in commercio sottoforma di sciroppi, compresse, capsule. Si stima che in Germania ogni anno vengano vendute circa 2,5 milioni di dosi di farmaci contenenti Echinacea, soprattutto in medicina pediatrica e per la prevenzione dell’influenza stagionale.
E’ importante per il consumatore che acquaista un prodotto a base di echinacea informarsi oltre che sulla specie presente nel fitofarmaco, anche sulla quantità di tintura madre o di principio attivo titolato e sulla provenienza della pianta stessa.
Derivati biologici e preparati secondo farmacopea H.A.B. sono infatti da preferirsi in quanto privi di residui chimici e tossici e maggiormente concentrati.
Inoltre vi è la forma “omeopatica” dell’ Echinacea, ovvero la pianta in Tintura Madre diluita e dinamizzata che può avere largo impiengo in patologie infettive accompagante da febbre e nei casi di rallentamento della cicatrizzazione dei tessuti, sia dopo interventi chirurgici che a seguito di ferite infette.
Controindicazioni
Come ogni farmaco utilizzato a dose chimica, Echinacea può avere effetti avversi individuali, come le reazioni allergiche.
Va quindi utilizzata sotto prescrizione medica nei soggetti allergici (atopici).
In oltre questo principio attivo non andrebbe impiegato nelle malattie sistemiche progressive come tubercolosi, leucosi, connettiviti, sclerosi multipla, AIDS, infezioni da HIV, patologie autoimmuni e durante la terapia immunosoppressiva, se non sotto stretto controllo medico.


Non è raccomandata la somministrazione in gravidanza o durante l'allattamento poiché non vi sono disponibili dati riguardanti gli effetti teratogeni.