Dicembre, le giornate sono sempre più brevi, le temperature calano Natale è alle porte, ed il nostro organismo, come quello dei nostri amici a quattro zampe, può risentire di questi cambiamenti di clima e di luce .

I rigori dell’inverno possono ripercuotersi sull’umore, ma anche su numerosi organi ed apparati.

In particolare, soffermiamoci a vedere come l’effetto del freddo possa incidere sulla nostra barriera esterna, su ciò che ci separa e ci protegge dalle aggressioni del mondo esterno, ovvero sulla pelle.

Questa può essere considerata un vero e proprio organo, ed è sicuramente il tessuto più esteso dell’organismo.

Serve a circondarlo e delimitarlo dall’esterno e grazie alle sue difese intrinseche a tutelarne la salute.

Le difese della pelle consistono principalmente in ghiandole e peli.

Le ghiandole secernono sebo, un grasso idratante e protettivo e in grado di trattenere l’acqua nelle cellule, e il sudore che ha diverse proprietà tra le quali quelle di termoregolare l’organismo, di regolare la pressione e svariate altre.

I peli, nelle aree in cui presenti, garantiscono una vera e propria barriera meccanica contro agenti esterni.

Nei nostri animali, in particolare cani e gatti, il pelo è presente sulla quasi totalità della superficie del corpo mentre le ghiandole che producono sudore si trovano soltanto in pochissimi distretti come ad esempio nei cuscinetti plantari di zampe anteriori e posteriori. Non sudando quasi per niente infatti, i nostri amici termoregolano prevalentemente attraverso il respiro;

Il sebo, invece, gioca un ruolo fondamentale nella salute e nella bellezza del loro manto, in quanto crea una vera e propria barriera che agevola la salute e gli scambi della cute col mondo esterno ed aiuta anche nel processo di termoregolazione.

 

MA COME AGISCE IL FREDDO SULLA PELLE?

 

Le basse temperature sulla pelle umana hanno diversi effetti spiacevoli; il primo di questi a manifestarsi è la secchezza che spesso si accompagna anche a screpolature e prurito.

La secchezza della pelle si pensava potesse dipendere soltanto da una scarsa assunzione di liquidi, ma recentemente si è visto che è causata anche da altri fattori, ed uno di questi è la diminuzione della produzione di grassi cutanei (sebo), spesso causata proprio dal freddo.

Il freddo, infatti, è in grado di provocare sulla pelle una reazione di vasocostrizione che serve per tenere più “caldi” gli organi interni; con la vasocostrizione c’è ovviamente un minor apporto di sangue e quindi di nutrimento alle ghiandole che producono il sebo, naturale idratante cutaneo.

Inoltre, in inverno, il metabolismo delle cellule dell’epidermide risulta rallentato, un po’ come quello delle piante, ed anche questo rallentamento contribuisce ad una ridotta produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.

 

Tutto questo può accadere anche ai nostri animali, soprattutto se vivono prevalentemente in appartamento e non riescono ad avere una corretta muta del pelo.

Il fenomeno della muta fa sì che d’inverno il pelo dei nostri amici sia più fitto e folto e quindi protettivo, mentre d’estate più rado in modo da disperdere maggiormente il calore. Il processo della muta è influenzato dalle temperature esterne oltre che dal numero di ore di luce e dall’alimentazione.

Ma i nostri amici che hanno la fortuna di vivere in casa, con i pasti sempre assicurati , in ambiente termoregolato ed al riparo dalle intemperie, non risentono in modo importante di queste modificazioni esterne, e tendono spesso a compiere una muta inefficace.

Tutto questo fa sì che, se esposti alle basse temperature, possano incorrere in problemi di raffreddamento.

 

COME RAFFORZARE LE DIFESE DELLA NOSTRA PELLE E DI QUELLA DEI NOSTRI AMICI PETS ?

 

Oltre che agendo dall’esterno, per rafforzare le difese della cute e dei suoi annessi possiamo giovarci di coadiuvanti da assumersi con l’alimentazione.

 

Gli acidi grassi rivestono un ruolo fondamentale nella salute delle nostra pelle ed in quella dei nostri amici pelosi.

Un’associazione di acidi grassi EPA e DHA , presente in integratori a base di olii di pesce e ricchissima in omega-3, aiuta a stabilizzare le membrane cellulari agendo sulla composizione dei fosfolipidi che si trovano nelle membrane delle cellule, rendendole più fluide e resistenti.

Di queste frazioni di acidi grassi ne è ricchissimo l’integratore Isena OMEGA-3- EFA.

Dopo qualche mese di assunzione di questo integratore, solitamente sono consigliati un paio di mesi, si può supportare la funzione cutanea con un altro acido grasso, ovvero quello gamma-linoleico contenuto nell’integratore FITO-EFA Isena, composto da purissimo olio di semi di lino, vero e proprio toccasana per le cellule dell’epidermide, ricco anche di acidi grassi omega 3-6 e 9, fondamentali per la fluidità delle membrane cellulari che migliora il traporto e gli scambi ionici tra la cellula e l’esterno.

Altro supporto fondamentale per la salute della pelle di noi bipedi e per il manto dei nostri amici quadrupedi, è l’apporto con la dieta di vitamine e minerali; nel ricco BLUE TONIC Isena, integratore a base di un’alga verde-azzurra selvatica d’acqua dolce, caratterizzata dal suo elevatissimo contenuto in micronutrienti altamente biodisponibili, quali vitamine liposolubili ed idrosolubili, proteine, acidi grassi essenziali, minerali ed oligoelementi. Molto indicato per tutti quelli che non riescono ad assumere con la dieta un corretto apporto di questi nutrienti, ed in generale per l’effetto antiossidante del corredo vitaminico presente nell’estratto di quest’alga.

 

E SE LA PELLE SI AMMALA?

 

Se c’è bisogno di un aiuto in più perché ad esempio la secchezza provoca un tale prurito da scatenare una vera e propria dermatite, possiamo ricorrere all’assunzione di fitoembrioestratti.

Per controllare la sensazione di prurito può esserci d’aiuto il RIBES NERO FEE, che assunto regolarmente mattino e sera può alleviare il fastidio anche nel giro di poche ore.

 

Per la secchezza e per prevenire l’invecchiamento delle pelle, anche sottoposta a freddo e stress, possiamo utilizzare il fitoembrioestratto a base di CEDRO DEL LIBANO, soprattutto quando la dermatosi diviene lichenificata, a causa del carattere di cronicità, ovvero quando il problema della secchezza c’è da parecchio tempo.

Anche il NOCE FEE protegge pelle e sierose soprattutto in quelle infiammazioni della pelle con componente acneica, formazione di pustolette e brufoletti ed insorgenza di micosi cutanee.

Infine si può associare l’OLMO, fitoembrioestratto da usarsi un’associazione simbiotica con i precedenti, e contenuto insieme a Noce e Cedro del Libano in un fitoembrioestratto composto che si chiama appunto PELLE FEE; l’olmo agisce invece nelle infezioni e suppurazioni cutanee con azione anche di disintossicazione dell’organismo, proteggendo la pelle.