Articolo a cura del Dottor Andrea Brancalion

Spesso si pronuncia un detto famoso in modo così automatico che non si pensa alla sua origine e quindi al suo significato profondo. Così quando si dice “basta la salute”, per molti rappresenta un senso di rassegnazione ad accontentarsi del proprio status, piuttosto che l'espressione di una grande gioia per essere in possesso del bene più prezioso.
Portiamo queste riflessioni sulla pelle. Dev'essere molto importante se nella storia del linguaggio compare nei detti più vari: “amici per la pelle”, “rimetterci la pelle”, “vendere cara la pelle”, “avere i nervi a fior di pelle”, ecc. Ed infatti lo è! Si sarebbe potuto dire “amici per la vita”, “vendere cara la vita”, “rimetterci la vita”, ma è molto più diffuso parlare di pelle: la pelle... come la vita!
Essa “contiene” il nostro corpo e ne rappresenta la prima difesa.
È  il collegamento con il mondo, certamente uno dei più importanti contatti con l'esterno.
È  “gemella”, almeno nei suoi strati superficiali, del Sistema Nervoso, visto che origina dallo stesso foglietto embrionale, l'ectoderma.
È un emuntorio, cioè uno di quegli apparati che hanno la funzione di eliminare le sostanze di rifiuto dell'organismo.
È l'immagine di come ci si presenta (freschezza, pulizia, salute).
È la sede di uno dei cinque sensi, il tatto.
La pelle è tante cose!
Tutta questa premessa, forse per alcuni anche un po' scontata, per dire che non possiamo trascurare un elemento così importante, se non addirittura maltrattarlo. Eppure, pur senza rendercene conto, lo facciamo ogni giorno.
Abbagliati dalle promesse pubblicitarie (la pubblicità è l'anima del commercio, ma spesso rappresenta  anche il potere di multinazionali senza scrupoli), siamo indotti ad usare i prodotti per il viso e per il corpo i cui effetti, più o meno nocivi, vanno dalla semplice irritazione cutanea alle malattie più gravi, come il rischio di cancro.
La lista è lunghissima e non riguarda più solo il “gentil sesso”. Fino a pochi decenni fa, il maschio si accontentava di un semplice dopo-barba e di una spruzzata di profumo, ma oggi, sempre più, anche gli uomini si sono allineati all'esigenza del make up e della cosmesi. Si usa di tutto e di più, ma senza preoccuparsi veramente della salute della nostra pelle: l'immagine più della salute, piuttosto che la salute che porta ad una bella immagine.
Pensiamo agli agenti occlusivi che impediscono alla pelle di respirare, agli anti-batterici che ci mettono a rischio di allergie, di irritazioni e possono anche essere cancerogeni. Pensiamo a tutti i prodotti di lavaggio che contengono forti sostanze sgrassanti che distruggono le barriere naturali della pelle e la inaridiscono. Pensiamo alle sostanze tossiche e non biodegradabili, contenute in molti cosmetici e medicinali, che oltrepassano la pelle ed anche la placenta per albergare a lungo nell'organismo con tutte le conseguenze del caso. Pensiamo ai filtri UV di origine chimica, che entrano nel sangue, nelle urine e nel latte materno.
Potremmo continuare, ma pensiamo sia sufficiente aver sollevato la questione e per chi è interessato consigliamo un sito che aiuta a riconoscere queste sostanze dall'etichetta del prodotto: biodizionario.it
La pelle merita tutto il nostro rispetto. La pelle reagisce alle angherie e manda chiari segnali che dovremmo sempre cogliere. Mi diceva un amico dermatologo che arrivano delle persone nel suo studio che lamentano irritazioni ascellari, ma spesso anche delle sensazioni dolorose del cavo ascellare, “come se ci fossero dei linfonodi infiammati” dicono, alcuni addirittura credono che stia uscendo il “fuoco di Sant'Antonio”. Pur non tralasciando di indagare scrupolosamente il paziente, molte volte è sufficiente prescrivere di non usare più quel determinato deodorante ed il problema si risolve.
Questo è solo uno dei tanti esempi, per fortuna rimediabile (altri lo sono meno), di quanto l'uso non attentamente considerato di certi prodotti cosmetici possa provocare.
Anche la cura della pelle deve rientrare nella regola “curare senza nuocere”!