Sabato 03/03/2018 in prima serata PRESA DIRETTA su RAI 3 ha messo in onda un servizio sulla medicina omeopatica non all’altezza di una televisione del servizio pubblico che dovrebbe essere per definizione informata e guidata dall’imparzialità; perché finanziata con soldi pubblici!
 
Dalla strutturazione logica del programma emerge un teorema precostituito; le riprese esterne e le interviste opportunamente sezionate e censurate, come nel caso del sottoscritto (omessa), sono state funzionali solo alle finalità denigratorie verso la medicina omeopatica.
 
La presenza in studio del solo dott. Ricciardi, con finalità censorie, in assenza di un interlocutore per la medicina omeopatica, evidenzia la voluta parzialità del report che ha voluto dare una immagine della medicina omeopatica come di una pratica non regolamentata e non riconosciuta dalla Comunità scientifica!
 
La documentazione da noi inviata al giornalista che ha curato le interviste esterne (come da allegato) contenente tra l’altro la normativa dello Stato (Conferenza Stato Regioni) e la regolamentazione della FNOMCeO in tema di medicine non convenzionali (MNC) e di formazione del medico omeopatico non è stata considerata dal Conduttore della trasmissione; di conseguenza tutto ciò ha trasmesso una immagine del medico omeopata non regolamentata istituzionalmente, mentre presso gli Ordini esistono elenchi specifici per le MNC cui l’omeopata si iscrive, per Legge dello Stato (Conferenza Stato Regioni), dimostrando di avere maturato una formazione specifica di almeno tre anni e di 500 ore, certificata da un Istituto di Formazione in possesso di requisiti previsti dalla stessa normativa.
 
Il dott. Ricciardi (che avrebbe dovuto conoscere la normativa e le direttive FNOMCeO) ha ipotizzato in trasmissione interventi sanzionatori nei riguardi di una omeopata intervistata (dott.ssa A. Ronchi) in quanto nella sua pratica medica (ricavato dalla intervista mandata in onda) prescriverebbe rimedi senza efficacia scientificamente provata (secondo i parametri usati per i farmaci) nonostante ciò sia invece consentito per legge e per LLGG della FNOMeO. Alla stessa maniera il Conduttore ha ipotizzato, con approvazione del Ricciardi, riguardo ai presidi ospedalieri toscani, visitati dal giornalista che intervistava in esterno, una inopportunità economica per avere distratto soldi pubblici al fine di fornire ai cittadini cure omeopatiche!
Può una televisione del servizio pubblico mettere in dubbio l’opportunità di una Legge (della regione Toscana) pur di sostenere tesi preconcette naturalmente parziali?
 
Può una televisione pubblica spendere i soldi dei cittadini per inviare in Germania una troupe per intervistare una dottoressa omeopatica pentita!?
Pubblicizzare un suo libro e lanciare un messaggio, gravissimo, al pubblico, ovvero quello legato alle ipotetiche (non circostanziate meglio) minacce di morte ricevute da detta dottoressa per la sua fuoriuscita dal mondo omeopatico, alla stregua di quanto avviene per i mafiosi pentiti?
Lanciando di conseguenza un messaggio subliminale, alla immaginazione del pubblico in ascolto, che i medici omeopatici rappresentino una setta mafiosa che non accetta pentiti fino a minacciarli di morte?
Dove sta l’imparzialità ed il rispetto per milioni di cittadini che si affidano alle cure omeopatiche ed ai professionisti che la esercitano legittimamente?!
 
 
Distintamente
Carlo Melodia
Docente LUIMO
Medico chirurgo
Biologo
Omeopata