di Andrea Brancalion

 

Se ne parla molto di scelta terapeutica, il sacrosanto diritto di ogni paziente.

In generale, si può fare una scelta solo quando si è informati sulle opzioni che la riguardano e di conseguenza decidere quella che per il nostro habitus mentale, filosofia di vita, contingenze, ecc., riteniamo la più coerente. Così, com'è giusto che sia, ce ne assumiamo anche tutta la responsabilità.

In particolare, lo stesso dovrebbe valere anche per la scelta terapeutica, se non fosse che in questo caso le cose si complicano non poco per diversi fattori.

Il primo è che, innegabilmente, la maggioranza degli interventi terapeutici nei Paesi sviluppati avviene secondo una consuetudine acquisita ed indicata dai protocolli scientifici, dove l'attributo "scientifici" non sempre comprende anche il concetto di obbiettività a causa dei vari interessi finanziari e dello strapotere delle multinazionali che agiscono in campo medico. La conseguenza è che la pressione a cui è sottoposto il paziente nella fase di scelta, anche da parte di famigliari ed amici, è altissima proprio a favore dei suddetti protocolli.

Altro importante fattore condizionante la scelta terapeutica è la scarsa informazione che circola riguardo alle alternative, quando addirittura non si tratta di vero e proprio discredito da parte degli oppositori, che certamente hanno più mezzi dalla loro.

Solo nell'ultimo Congresso della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis (la più grande istituzione dell'Omeopatia mondiale), da poco conclusosi a Parigi, sono stati presentati molti lavori inerenti alle malattie croniche degenerative in cui si dimostra l'efficacia dell'Omeopatia nel miglioramento dell'aspettativa e della qualità della vita. Casi, anche veterinari, in cui la prognosi ufficiale era di poche settimane o pochi mesi, che invece è diventata di anni con una buona, se non ottima, qualità di vita. Alcune malattie, definite "incurabili" per la medicina ufficiale, sono diventate "curabili" con l'Omeopatia; altre malattie, che non lasciavano altro "tempo" per la medicina ufficiale, ne hanno recuperato con l'Omeopatia e con buona qualità. Non stiamo trattando di miracoli, ma di evidenze cliniche incontrovertibili che gli omeopati conoscono molto bene... e da almeno due secoli!

Nell'ultimo decennio, grazie al lavoro del Dott. Roberto Gava, è stata fatta luce su molti aspetti negativi riguardanti le vaccinazioni pediatriche attraverso una ricerca meticolosa ed approfondita, con pubblicazioni di dati accuratamente raccolti e conclusioni convalidate dagli stessi.

Non passa quasi giorno che non venga trasmessa una notizia riguardante gli effetti dannosi di farmaci sulla salute dell'uomo e degli animali.

Nonostante questo, chi decide di non sottoporsi alla chemioterapia e di intraprendere cure alternative, chi decide di non vaccinare i propri figli, chi decide di non prendere farmaci per una tale malattia e di seguire altri percorsi, viene additato il più delle volte come incosciente e scriteriato, con il rischio di diventare anche un caso pubblico, come già successo a volte.

La scelta terapeutica è solo il primo passo, poi occorre la fermezza delle proprie convinzioni che può derivare solo dal coltivare una filosofia di vita per cui una minoranza può avere ragione, per cui abbiamo il diritto alla gratificazione senza sensi di colpa, per cui le grandi e vittoriose rivoluzioni, in ogni settore, sono nate ad opera di qualcuno che ha avuto il coraggio di andare controcorrente e quel qualcuno potremmo essere anche noi. Una filosofia che recuperi i valori della Tradizione, uno dei quali è che la realizzazione di sè (l'alto scopo della nostra esistenza, come direbbe Hahnemann, fondatore dell'Omeopatia) avviene attraverso la qualità della vita più che  per la sua durata, soprattutto se sofferta ed inutile.