Il 21 Marzo è il primo giorno di Primavera.

Le giornate si allungano, il sole si fa più tiepido e grazie al suo tepore i primi fiori sbocciano.

La natura ricomincia a pulsare, si attiva, produce.

All’inizio possiamo sentirci un po’ stanchi, ma poi la voglia di godere della luce e del calore riesce a farci sentire meno anche la spossatezza del cambio di stagione.

E’ il momento dell’anno nel quale molte  piante compiono il loro ciclo riproduttivo, liberando nell’aria i pollini che servono ad farle moltiplicare;

per alcune persone ed animali questo momento è davvero insopportabile ed invece di godere delle belle giornate con passeggiate nel verde e scampagante fuori porta, preferirebbero chiudersi dentro uno scafandro da palombaro!

Sono le persone e gli animali che soffrono di allergia;

per loro quella polverina invisibile che porta la vita e ogni anno rinnova il miracolo della rinascita della natura, è un vero incubo.

Naso otturato e che cola di continuo, starnuti, occhi gonfi che lacrimano e gocciolano, eruzioni cutanee terribilemente fastidiose e pruriginose … insomma, altro che primavera da godersi!

Ma vediamo di interpretare l’ allergia da un punto di vista omeopatico;

una possibile definizione è quella che si legge comunemente navigando in rete:

 “L'allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio i pollini.”

 In questa definizione gli spunti interpretativi sono già tanti;

una reazione “eccessiva” di un organismo ad una sostanza “innocua” da un punto di vista evolutivo non è proprio auspicabile … per quale motivo il nostro sistema immunitario se la prende con tanto fervore con pollini ed acari? Ce lo siamo mai chiesti?

Soprattutto, abbiamo mai porovato a chiederlo a qualcuno, un medico, uno scenziato?

 

Questi, probabilmente, se non ha mai conosciuto l’Omeopatia ci risponderà che l’organismo degli allergici produce più anticorpi di quelli di un soggetto non allergico, a causa di una predisposizione individuale ..

Ecco quindi che il paradigma omeopatico incontra la medicina moderna:

“la predisposizione individuale”.

Hahnnemann di predisposizione individuale, già ne parlava a metà dell’Ottocento, quando ancora il microscopio era appannaggio di pochi scenziati fortunati e gli antibiotici sarebbero stati scoperti circa 100 anni dopo.

Secondo il padre scopritore dell’Omeopatia gli indivi possono avere diverse predisposizioni, i così detti “miasmi” ;

il miasma è, appunto, la predisposizione che ogni individuo ha ad ammalare di determinate malattie, piuttosto che di altre.

All’inizio dei suoi studi Hahnemann individuò soltanto 3 miasmi: quello psorico, il sicotico ed il sifilitico.

Lo psorico è il miasma (o predisposizione) dell’ “ipofunzione”; sono individui con un livello energetico abbastanza alto che reagiscono agli insulti esterni ed agli agenti patogeni producendo dei sintomi “ipo” prevalentemente su cute e mucose; la lesione che meglio indica questo miasma è l’eruzione cutenea della psoriasi non complicata: c’è desquamazione, forfora,  prurito, ma in fondo la patologia rimane circoscritta in una determinata area cutanea.

Il sicotico è il miasma dell’ ”iperfunzione”, con produzione di tessuti, essudati e soprattutto con un’ipereattività nei confronti dell’ambiente esterno. La lesione che indica la predisposizione sicotica è la verruca, sia piana che peduncolata, che altro non è che un’iperproduzione di cellule della pelle.

 Il sifilitico è invece il miasma della “disfunzione”, ovvero la distruzione dei tessuti, e da un punto di vista mentale la distruzione di ciò che li circonda o anche l’autodistruzione;

la lesione che indica uno stato sifilitico è l’ulcera; ovvero una lesione in cui il tessuto è distrutto e colliquato, che ha perso la sua struttura e che tende a non guarire mai.

 E’ intuitivo che dalla predisposizione psorica a quella sifilitica c’è un aggravarsi della condizione patologica dell’individuo;

nella prima infatti il soggetto ha tutto sommato una buona capacità di equilibrio e riesce a tenere bloccata la patologia; nell’ultima c’è la distruzione sui piani fisico, emotivo e mentale.

Il soggetto affetto da allergia può essere collocato in tutti e tre i miasmi in base alla gravità ed alla tipologia del corteo sintomatologico dal quale è affetto, ma spesso si trova in uno stato di sicosi, ovvero ha un’esagerata reazione ad un agente esterno, con iperproduzione di lacrime, muchi, scoli nasali.

Secondo la teoria dei mismi si trova quindi più di frequente in una posizione intermedia, e la sua predisposizione è già un po’ peggiore rispetto all’individuo psorico.

L’allergia quindi, inerpretata come indisposizione individuale determinata da una predisposizione, ha secondo l’omeoptia una possibilità di cura poiché questa medicina ha come obbiettivo il ripristino dell’energia vitale del paziente, al fine di ricondurlo ad uno stato di così detta “psora latente”, ovvero nell’equilibrio omeostatico più totale, nel quale l’individuo non ha alcun sintomo, e quindi non è ammalato.

 La medicina convenzionale può solo offrire al paziente dei farmaci “ad effetto”, che riducono la sintomatologia ma che non riescono a guarire il paziente.

 

Dopo la durata dell’emivita del farmaco assunto, che siano 6, 8 o 24 ore, chi assume il farmaco per l’allergia ricomincerà a starnutire, a non respirare bene ed avere gonfiore agli occhi ed eruzioni cutanee; e così ogni giorno di primavera ed ogni primavera della sua vita.

Inoltre, sempre secondo l’Omeopatia, i sintomi sono espressione dell’energia vitale del soggetto, ed esso li mette in atto prorpio per cercare di ripristinare il tanto agognato equilibrio.

Ogni volta che questi sintomi saranno soppressi potrebbe accadere che l’organismo cerchi un’altra valvola di sfogo, producendo sintomi più gravi, sempre al fine di ripristinare l’equilibrio, fino a che la malattia non si approfondirà divenendo sempre più grave ed incurabile.

L’omeopatia mira invece ad invertire la rotta dell’organismo che ha preso, per così dire , una sbandanta, riportandolo su una via più diritta e facile da percorrere.

Invertire la rotta di un’entità biologica non è cosa da poco e nel caso di patologie allergiche, e non solo, equivale alla guarigione dell’individuo.

Ma soltanto l’omepatia classica unicista, quella vera, basata sulla somministrazione di un rimedio unico, prescritto da medici esperti e preparati, potrà davvero intervenire invertendo la rotta dell’organismo per ricondurlo sulla tanto agognata strada della guarigione.

Nel mese di Aprile, precisamente il 10, ricorre la data della nascita di Samuel Hahnemann; in questo mese centinaia di Medici e Veterinari omeopati in tutta Italia, erogano visite gratuite ai pazienti che desiderano gioavarsi dell’Omeopatia.

Informarsi sul sito www.presidiomeopatia.it , è il primo passo per avvicinarsi ad un modello di cura sostenibile e che mira al ripristino della salute dell’individuo sui piani fisico, mentale ed emotivo, per condurlo, come diceva il grande maestro, alla guarigione ideale, ovvero “ la restaurazione rapida, dolce e duratura della salute”.