Dottoressa Maria Desiderata D'Angelo


“je stò vicino a te…”

 

Improvvisamente…suddenly…così…senza neanche darci il tempo di andare a vedere un concerto, di prenotare un biglietto per un live acustico in teatro, di comprare il suo ultimo o primo album, o di spolverare i vinili degli anni ’70 …

… suddenly, improvvisamente il cuore poetico e malandato di Pino Daniele si è fermato.

E con lui si ferma per un attimo Napoli. E poi l’Italia. E poi una parte di Mondo.

Ma prima di tutto Napoli, la città che lo ha partorito ed accudito, cresciuto ed ispirato.

I mill color diventano scale di grigi;

dai Quartieri Spagnoli al dorato quadrilatero di Chiaia, da Forcella alla scintillante Posillipo, dalla provincia più lontana a quel centro storico che gli ha dato i natali e l’ispirazione a raccontare una città ed un popolo, tutti per un attimo trattengono il respiro.

Non è vero. E’ vero. Non è possibile. E’ possibile.

Napoli perde un Vero Artista.

E al di là delle polemiche, degli orrori ed errori che si stanno consumando intorno alle questioni di dove e quando salutare per l’ultima volta il “Musicante”, tra parenti che rivendicano, fan isterici e disperati, amici scacciati dai funerali, Napoli lo perde.

L’aveva già un po’ perso quando decise di fuggire e rifuggiarsi nella vita di campagna in una regione che non era la sua.

Ma pazienza, Napoli è così;

è difficile, è complicata, è dura da digerire e fa venire il cardiopalma … forse il suo cuore non reggeva più lo scempio di questa città.

Un Artista Vero, come non ce ne sono più e come ce ne sono stati pochi.

Musica e parole hanno attraversato le vite e le storie di milioni di persone a Napoli, in Italia e nel Mondo.

Hanno accompagnato storie d’amore, storie di odio, giornate al mare, attimi di tristezza, come l’impalpabile colonna sonora di un film di vita vera.

Artista vero poiché in grado con la sua arte di risvegliare le emozioni più viscerali da dentro l’anima.

 

Dai ricchi ai poveri, dagli artisti ai menefreghisti, dai laureti agli analfabeti, tutti quanti per un  attimo ... suddenly, improvvisamente si sono fermati e si sono resi conto che da oggi in poi si vivrà solo dei ricordi delle sue melodie, e che non ci sarà più un nuovo album, un nuovo motivo, un concerto, un unplugged.

Pino non c’è più.

Da napoletana mi sentivo fiera di essere rappresentata dalla sua arte, fiera come dell’arte di De Filippo, di Totò, di Massimo Troisi e di tanti altri.

Adesso chi ci rappresenterà? Non credo ci siano personaggi in grado di farlo ... artisti che riescano a comunicare con l’anima in maniera così diretta e forte, che riescano con musica e parole a suscitare tante emozioni.

Anche se non sei un fan della prima ora.

Anche se hai solo canticchiato una sua melodia in auto guidando.

Perché parla la tua lingua, il tuo dialetto, il dialetto dell’anima.

Ci si può chiedere cosa c’entri tutto questo su un sito di un’azienda farmaceutica omeopatica.

Cercherò di spiegarlo.

Pino Daniele rappresenta Napoli, ma la Napoli bella, buona, quella che produce e funziona, quella che arriva in tutto il Mondo e da tutto il Mondo viene apprezzata ed amata.

E’ un figlio dei vicoli e dei raggi del sole che brilla sul mare, che ha fatto conoscere la sua città Madre in tutto il globo terrestre, e l’ha fatta amare.

E’ un figlio che dalle ceneri del Vesuvio e della Solfatara ha sollevato un polverone di poesia, rime, lirica e parole che arrivano dritte al cuore ed al cervello.

E’ un figlio di cui la Madre deve essere veramente fiera …

Anche se poi l’ha lasciata per luoghi più tranquilli.

E prima di farlo forse ce l’aveva fatto capire che era troppo per lui, sorseggiando na’ tazzulell’è cafè, raccontava che“ nui passammo e uaie, e nun puttimmo suppurtà,
e chiste invece e rà na mano s'allisciano, se vattono, se magniano a città
” …

Purtroppo non tutti i figli di questa Madre sono così valenti, ma anzi, tanti andrebbero ripudiati;

Ma tanti altri no.

E tanti altri tutti i giorni si alzano al mattino e con l’amore, la poesia, la perseveranza portano avanti i loro progetti, e con una enorme difficoltà decidono di portarli avanti nel grembo della loro Madre Terra, poiché se se ne vanno tutti i buoni, restano solo i “malamente ”… e la Madre Terra ne morirebbe.

Questa azienda è un esempio, a mio parere, di una “buona figlia”, che resta su questo territorio difficile e complesso, dando lavoro sano e legale ai suoi figli, confezionando prodotti di altissima qualità nel rispetto del territorio, dell’ambiente e delle persone che ci stanno dentro.

E per di più un’azienda fondata da una non-Napoletana che ha scelto di restare qui non solo per motivi personali e per il sole ed il mare, ma poiché questa bella-brutta Città fu la culla della Medicina Omeopatica in Italia, prima sede della Prima Scuola di Omeopatia Italiana, primo luogo in cui si utilizzò l’Omeopatia in un’epidemia, primo luogo in cui si formarono i Medici Omeopati e si importarono i medicinali Omeopatici che servivano ai pazienti.

E l’Omeopatia anch’essa è un po’ Arte … l’Atre del guarire.

E devo dire che vado fiera di collaborare con una realtà così, di restare nella Mia città che di tanto in tanto partorisce realtà davvero d’eccellenza, anche se è difficile non fuggire e non far fuggire tutti i bravi figli.

Pino Daniele si era allontanato, lui così riservato e poetico non aveva retto al “troppo” della sua Napoli, ma per anni l’ha cantata, suonata e raccontata come solo un grandissimo poeta poteva fare.

E forse le sue parole arrivano diritte al cuore proprio perché a tratti urlate…

… perchè c’ abbruciav’o’ front, e nà manera aveva sfuga’ …

E tanti come lui sfogano così, continuando a fare il bene in questa Città.

Mi sembrava doveroso dedicare questa pagina di oggi ad un’Icona, un’istituzone per questa città, la stessa dove viviamo e lavoriamo, dove cerchiamo di essere suoi bravi figli come lui, e dove tutti oggi ci sentiamo con pezzetto di Napoli che manca.

  Vai Pino, vai ancora, vai mò. Sona mo’.