dalle ore 9.00 alle 20.00 presso

La Nuova Accademia,

Via Giuseppe Mercalli, 31, Roma


Secondo appuntamento con  la biodecodificazione.

I conflitti biologici: abbiamo visto come lo stato di shock, quando non troviamo le risorse nel momento del trauma, provoca un’attivazione di tutto il nostro organismo, di tutte le memorie contenute nel dna, frutto di evoluzione ed adattamento di millenni, e il nostro corpo trova una soluzione, spesso biologica: la malattia.

La soluzione biologica è, a torto, ritenuta negativa: la malattia è la soluzione.

In determinate circostanze di assoluta mancanza di risorse che possano risolvere un trauma, l’organismo sceglie, a salvaguardia di organi e funzioni più nobili o vitali, una funzionalità parziale, col massimo risparmio di energie, assicurando il più a lungo possibile la sopravvivenza, proprio per permettere successivamente una ristrutturazione, quando questo è possibile.

Cosa mi accade se, dopo essere insorta, in seguito ad un trauma, una sintomatologia limitante, magari non posso camminare, vado dal medico che mi dice: mi dispiace ma lei è affetto da una sclerosi a placche, non ci sono cure che risolvano questa malattia, perderà progressivamente tutte le sue funzioni fino alla morte che non tarderà ad intervenire?

Dopo un trauma che mi ha “paralizzato” (il mio corpo ha scelto la soluzione migliore e molto probabilmente temporanea), vado dal medico per sottoporre il mio organismo “già provato” ad un secondo trauma: il conflitto di diagnosi.

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