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CONTROVERSIA COMMERCIALE CEMON vs UNDA/BOIRON



COMUNICATO UFFICIALE DI CEMON


Per circa 40 anni, CeMON è stato il distributore esclusivo di UNDA in Italia.

 

Nel mese di ottobre 2014, UNDA ha annunciato un aumento delle sue tariffe. CeMON ha ritenuto che questo aumento tariffario non era conforme ai contratti che legano le parti, nei quali una disposizione prevede che gli aumenti dei prezzi siano effettivamente in funzione dell’evoluzione del costo delle materie prime e della manodopera. CeMON ha dunque invitato UNDA a rivedere le sue tariffe ed adeguarsi ai contratti. UNDA non ha dato seguito alla richiesta di CeMON e ha mantenuto invariate le sue nuove tariffe.

 

Il 30 maggio 2015, UNDA ha interrotto, unilateralmente, tutte le consegne a CeMON quando CeMON era perfettamente in pari con i pagamenti delle fatture di UNDA in scadenza in quella data. Non essendo più rifornito dal suo fornitore esclusivo e incontrando difficoltà crescenti nel rifornire i suoi medici, farmacie e pazienti, il 23 giugno 2015 CeMON ha diffidato UNDA a riprendere con le sue consegne. Vista l’assenza di risposta di UNDA, nel termine contrattuale di un mese, CeMON non ha avuto altra alternativa se non quella di mettere fine ai contratti che la legavano ad UNDA, il 28 luglio 2015.

 

 Il 1 dicembre 2015, Unda ha introdotto un arbitrato davanti alla Corte Internazionale d’Arbitrato della Camera Internazionale di Commercio di Parigi. CeMON ha chiesto che BOIRON, casa madre di UNDA, facesse parte anch’essa dell’arbitrato, richiesta che è stata accolta dal Tribunale arbitrale con apposita sentenza (avverso la quale BOIRON in ogni caso ha intrapreso un ricorso per l’annullamento presso la Corte D’Appello di Parigi). Nel quadro dell’arbitrato, CeMON chiede la condanna solidale di UNDA e BOIRON al pagamento di una somma provvisionalmente valutata a circa 20 milioni di euro, in riparazione del pregiudizio da essa subito. Inversamente, UNDA reclama la riparazione del suo pregiudizio.  Le parti sono ugualmente in litigio sulla titolarità dei documenti amministrativi che consentono la commercializzazione dei prodotti omeopatici in Italia (le Notifiche), oltre che sull’uso dei marchi UNDA in Italia. Una Ordinanza su misure urgenti è stata pronunciata il 14 dicembre 2016.  Il Tribunale ha ordinato a CeMON di trasferire ad UNDA le Notifiche ed ha raccomandato alle parti di non utilizzare i marchi UNDA in Italia in attesa della sentenza finale. La procedura di fondo segue il suo corso. Una sentenza dovrebbe essere emessa entro la prima metà del 2018.

 

In parallelo alla procedura di arbitrato, il 30 dicembre 2015, tra Natale e Capodanno, UNDA ha fatto mettere sotto sequestro una parte della produzione di CeMON, in seguito ad una procedura unilaterale avviata davanti al Tribunale di Napoli. Dopo aver finalmente ascoltato CeMON ad inizio 2016, il Tribunale di Napoli ha deciso di sospendere il procedimento in attesa della sentenza arbitrale.

 

All’inizio del 2016, UNDA ha altresì chiesto all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), di ottenere l’accesso a tutti i dati di CeMON relativi ai rimedi omeopatici distributiti da CeMON in Italia. L’AIFA si è rifiutata di pronunciarsi su questa domanda prima dell’emissione della sentenza arbitrale. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha rigettato ad ottobre 2016 l’appello promosso da UNDA contro le decisioni dell’AIFA. 

 

 

 

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