La tua lingua: Italiano
La tua lingua:
Cerca

Manifesto Omeopatia

 

«Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre».
Ippocrate

Primum non nocere”, per prima cosa non nuocere, diceva Ippocrate, il padre della medicina.

Sembra un'istruzione scontata e quindi anche inutile, ma così non è.


Curare significa sottoporre un malato alle cure mediche ritenute necessarie alla sua guarigione. Ciò vuol dire che curare non è lo stesso che guarire. Guarire è la potenziale conseguenza del curare. Il curare, dunque, dovrebbe essere un'azione che, se non dovesse sfociare nella guarigione del paziente, almeno non dovrebbe procurare danni. Questo è il senso dell'invito ippocratico.


Certamente viviamo tempi in cui spesso ci si dimentica di curare senza nuocere: si somministrano farmaci, a persone ed animali, di cui spesso non si considerano gli effetti deleteri, salvo poi dire, quando tali effetti si manifestano (a volte anche a distanza di molto tempo), che i farmaci non c'entrano e che comunque “di quella cosa, il paziente è guarito, questo è un altro malanno”!!! Ma la guarigione riguarda la totalità del paziente, non solo una sua parte! Quest'ultima evenienza riguarda solo il curare.


Occorre recuperare l'idea di una medicina olistica, che si preoccupa cioè della totalità dell'essere vivente, unico ed irripetibile, in cui i sintomi rappresentano lo sforzo dell'organismo nel tentativo di autoguarigione (Ippocrate la chiamava “vis medicatrix naturae”, la forza medicatrice della natura), che in quanto tale va adeguatamente sostenuto, aiutato e non soppresso.

La malattia va aiutata ad uscire e non ricacciata dentro, ad annidarsi più in profondità e quindi fare più danni. Ciò non significa che bisogna “morire dal male”, ma che con una buona omeopatia si può curare senza nuocere ed anche che, quando si guarisce, la guarigione è vera e non solo una soppressione o scomparsa dei sintomi, cioè l'illusione che il male sia stato sconfitto, mentre rimane a tramare subdolamente in qualche parte del paziente.


Con queste semplici riflessioni, credendo fermamente che così dovrebbe essere, abbiamo deciso che CURARE SENZA NUOCERE doveva diventare il nostro manifesto:

 

  • perché l'organismo, come affermava Ippocrate, “è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre”;
  • perché, per il medico, il malato dovrebbe avere più importanza della malattia;
  • perché la malattia è molto più di uno status biologico che si affronta con un farmaco, ma è piuttosto un avvenimento biografico e sociale;
  • perché prima dei farmaci vengono le buone regole di vita 
                  • alimentazione sana e corretta integrazione,
                  • attività fisica e cura del corpo (giusto riposo, cosmesi giudiziosa, ecc.);
  • perché quando si pensa sia giunto il momento dei farmaci, l'Omeopatia può essere la scelta più salutare, a patto che ci si rivolga a medici e farmacisti preparati (e Ce.M.O.N – Presidio Omeopatia Italiana è da sempre impegnata nel sostegno della didattica e della formazione corretta);
  • perché quando si deve usare un rimedio omeopatico, la qualità è di estrema importanza e per questo abbiamo scelto la Farmacopea Tedesca.

Abbiamo deciso di riprendere dal fondo del dimenticatoio la prima norma del giuramento di Ippocrate, CURARE SENZA NUOCERE, e di esibirlo orgogliosamente, di promuoverlo e di difenderlo.