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Omeopatia e allopatia: così lontane?

Molte persone credono di essere utenti dell'Omeopatia ed è ricorrente sentire da qualcuno “io mi curo con l'omeopatia”, proprio come si sente in alcune pubblicità ogni tanto, per poi scoprire che di omeopatico non ha mai assunto proprio nulla. “Il mio omeopata”, dicono altri, ma poi si scopre che omeopata non è e che le sue prescrizioni sono derivate da poche note trovate su un prontuarietto che indica il tal prodotto per la tal malattia.


Ecco, crediamo che occorra fare chiarezza, anche se il paradigma omeopatico è già molto chiaro di se stesso ed è solo per una “non volontà” di informazione corretta da parte di chi invece avrebbe il dovere di farla, che il pubblico, e quindi la potenziale utenza, fraintende o suppone di sapere di cosa si tratta. È il vecchio trucco di creare confusione su un argomento per snaturarlo e farlo apparire “qualcosa” ad hoc per interessi diversi.


La prima importante nozione da considerare è che l'OMEOPATIA È, prima di tutto UN METODO e non la semplice somministrazione di qualcosa di diverso da un farmaco, come per esempio estratti fitoterapici, cocktails di rimedi, sostanze varie “di origine naturale” o altro.

Non si tratta di screditare i trattamenti cosiddetti naturali, ma di chiamare le cose col proprio nome!


Omeopatia” sembra diventato un termine di moda e certamente abusato tanto che, inevitabilmente, i veri omeopati si trovano spesso a dover “resettare” il paziente per le false concezioni acquisite in materia.


Il metodo omeopatico prevede la prescrizione di un rimedio (UNO) diagnosticato in base alla totalità sintomatologica del paziente secondo la Legge di Similitudine (vedi in questa sezione “Le origini dell'Omeopatia”).

Questo punto basilare, in pratica, costituisce la grande distinzione con l'altra medicina, quella detta “ufficiale” o “allopatica”. A tal proposito, chiariamo subito che di questi due termini, preferiamo il secondo, perché “ufficiale” è un attributo derivante da un'autorità, non necessariamente autorevole o competente, che de facto stabilisce o meno l'omologazione di qualcosa, mentre “allopatica” si riferisce ad un metodo, che perciò può essere paragonato ad un altro metodo.


Vediamo, dunque, le differenze fra i due metodi e quali conseguenze comportano.

 

COS'E' L'OMEOPATIA? MA SOPRATTUTTO, COSA NON E'?

 

 

Da questa analisi emergono di nuovo prepotentemente i concetti di cura e guarigione, già ricordati nel nostro manifesto “CURARE SENZA NUOCERE”, e si comprende facilmente che, se il paziente potesse sempre scegliere ed avesse facilità di contattare un vero omeopata, la sua preferenza sarebbe abbastanza scontata: tutti vorremmo guarire e non essere semplicemente curati e tutti vorremmo almeno non ritrovarci danneggiati da una terapia.


Ce.M.O.N. da sempre tende a questo obbiettivo e lo dimostra la sua attività di informazione corretta e di sostegno alle Scuole, ai Medici e Veterinari omeopati, all'organizzazione di eventi nazionali ed internazionali con i più grandi nomi dell'omeopatia classica mondiale.

 

[1]   La Legge di Hering stabilisce la direzione della guarigione: dall'interno all'esterno (dagli organi più importanti a quelli meno importanti), o dall'alto verso il basso (dalla testa ai piedi), o i sintomi scompaiono nell'ordine inverso alla loro comparsa (prima scompaiono gli ultimi e ritornano i penultimi e così via).