Il terzo libretto pubblicato in pochi mesi da Francesco Eugenio Negro si può definire fecondo e facondo. Fecondo perché genera nel lettore produzione di pensiero, di sentimenti positivi. Facondo perché ragionamenti molto complessi e profondi sono resi dal linguaggio utilizzato, semplici e di immediata sintesi.

Il rapporto medico-paziente, tema guida dello scritto, è affrontato sotto molteplici punti di vista, così come è sottolineato e dimostrato che la disaffezione dei cittadini per la classe medica è dovuta dall’aver perso quest’ultima la dimensione del medico confidente, che compartisce con l’ammalato la sua sofferenza, che lo accarezza. Ma non è un richiamo a un buonismo romantico-filosofico, bensì il tornare a riflettere sulle categorie che devono informare la professione. Utilizzare la tecnologia, non diventarne schiavi. Il libretto si legge in pochi minuti, ma lascia, come un buon vino d’annata, una lunga persistenza di ideali che anche oggi possono essere vissuti in quel meraviglioso lavoro che è prendersi cura dei fratelli che soffrono e riportarli alla salute. In ogni parola traspare l’amore incondizionato per l’Omeopatia, capace di contenere tecnica e filosofia, scienza e intuizione, per fondersi nella sensibilità clinica che fanno del Medico quel meraviglioso punto di incontro tra arte e technè, uomo tra gli uomini, a servizio degli uomini.

Francesco E. Negro pratica con entusiasmo e passione la professione di medico omeopata in diverse città italiane e specialmente a Roma, dove dirige il bellissimo Museo dell’Omeopatia di Piazza Navona, inaugurato nel 2013 e curato in collaborazione con il fratello Paolo, attraverso la Fondazione Negro, dedicata al padre, Antonio, decano per oltre dieci lustri degli omeopati italiani.

L’autore ha deciso di rendere pubblico e gratuito questo piccolo e prezioso libretto e noi ci onoriamo nel diffonderlo tra coloro che desiderano leggerlo.

Clicca qui per scaricarlo e sentiti libero di diffonderlo.

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