
Uno studio tedesco su oltre 900 persone rivela il meccanismo biologico che lega il consumo di soft drink all’umore – passando per l’intestino.
Una o due bibite gassate al giorno sembrano poca cosa. Un’abitudine comune, quasi invisibile. Eppure la ricerca scientifica inizia a tracciare un collegamento preciso tra questo consumo apparentemente innocuo e il rischio di depressione – con un effetto misurato, documentato e particolarmente marcato nelle donne.
+16% di rischio di depressione maggiore nelle donne con consumo regolare di soft drink. Il meccanismo: intestino infiammato, meno serotonina, più Eggerthella.
Lo studio è stato pubblicato su JAMA Psychiatry, una delle riviste di psichiatria più autorevoli al mondo. La ricerca, condotta in Germania su un campione di oltre 900 persone tra pazienti con diagnosi di disturbo depressivo maggiore e controlli sani, non si limita a registrare una correlazione statistica: va più in profondità, cercando di capire attraverso quale meccanismo biologico le bibite gassate influenzano l’umore.
La risposta arriva dall’intestino.
L’articolo completo su Generiamo Salute approfondisce il disegno dello studio, i meccanismi biologici coinvolti e le indicazioni pratiche per proteggere il microbiota attraverso l’alimentazione quotidiana.

