Ernia cervicale senza bisturi: la medicina coreana sfida la chirurgia

3 Agosto 2026

 

Diciotto pazienti erano stati indirizzati alla sala operatoria. Alla fine dello studio, nessuno di loro è finito sotto i ferri. Uno studio prospettico su 120 pazienti seguiti per un anno intero mostra che l’approccio integrativo della medicina tradizionale coreana riduce il dolore in modo clinicamente significativo – e tiene lontano il bisturi.

Ernia cervicale senza bisturi: la medicina coreana sfida la chirurgia

Diciotto pazienti erano stati indirizzati alla sala operatoria dai loro medici. Alla fine dello studio, nessuno di loro è stato operato.

È il dato più sorprendente di una ricerca pubblicata su Perspectives on Integrative Medicine, condotta dal Jaseng Medical Foundation di Seoul su 120 pazienti con ernia cervicale e radicolopatia – un dolore che parte dal collo, scende alla spalla e al braccio, e nella sua forma severa può essere davvero invalidante. Il punteggio medio di dolore all’ingresso nello studio era di 7,3 su 10.

Il protocollo adottato combinava agopuntura ed elettroagopuntura, farmacoacupuntura con estratti erboristici, medicina erboristica tradizionale, terapia Chuna – una forma di manipolazione manuale tipicamente coreana – e, in alcuni casi, coppettazione. Già alla quarta settimana, la riduzione del dolore aveva superato la soglia della differenza clinicamente rilevante. A otto settimane il miglioramento era superiore al 50%. A un anno, i risultati erano stabili.

L’articolo racconta anche le differenze tra medicina tradizionale coreana e cinese – spesso confuse – e il contesto istituzionale che in Corea ha reso possibile una ricerca clinica così strutturata.

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